INTERVISTA A PIERO DESOPO (Phoenixart)

In questa nuova informale intervista per Blender Tutorial, abbiamo il piacere (aggiungo finalmente) di poter scambiare due chiacchiere con un artista di gran valore e sopratutto NOSTRANO...Piero Desopo
?(aka PHOENIXART) qui potrete trovare il suo portale con tutta la sua arte, Piero è uno dei "tanti" speciali artisti italiani che mantengono alta la nostra bandiera 3D.



DOMANDA

Ciao Piero è un piacere scambiare due chiacchiere con te!Non hai bisogno di presentazioni molti di noi ti conoscono già nei forum italiani, su cui sei discretamente attivo, sappiamo anche che hai avuto numerosi riconoscimenti, hai lavorato "SOLO" per aziende come Fox Crime, National Geographic Channel e History Channel (i miei canali preferiti addirittura!!)...facci un quadro completo però, vita e miracoli di Piero Desopo!;) Quale è il tuo percorso lavorativo? Come hai cominciato?

RISPOSTA

Grazie a te Andrea e a Blender Tutorial per quest?occasione.

Ho cominciato come web designer nel '95. Poi ho lavorato per Quadrante fino al 2003: erano gli anni di Flash e della new economy e ho avuto la possibilità di confrontarmi con clienti molto interessanti, fra cui D&G, Volvo, Cerdomus. Grazie a Flash ho avvertito il fascino per la motion graphics. Sono passato ad After Effects e poi sono stato assunto da Fox International Channels a Roma.
?Nel frattempo mi sono interessato un po' al 3D, cominciando con 3DsMax (che ho lasciato quasi subito), per poi passare a Cinema 4D.

Il momento più difficile in tutto questo tempo e' stato il periodo a Roma, un po' per lo spostamento dalla 'comoda' Bologna alla capitale caotica, un po' per l'impegno richiesto da Fox.
Finché lavori come freelance o ti confronti in piccole realtà, gli spazi d'azione restano più o meno sotto il tuo controllo, Fox e' cresciuta tantissimo e doversi relazionare con tanti dipartimenti e' stato difficile da gestire. Nel frattempo sono aumentate responsabilità, il tempo da dedicare al design e' diminuito a discapito di una maggiore supervisione del lavoro, e' stata un'esperienza importante.
Proprio la relazione con tanti dipartimenti e punti di vista così disparati, mi ha permesso di sottoporre il mio lavoro a linguaggi di lettura molto diversi da quelli a cui ero abituato e di affinare la diplomazia, che male non fa :)



DOMANDA

Guardando i tuoi lavori sul tuo portale phoenixart.com e le tue passioni, una cosa che mi ha meravigliato è che veramente si può dire di te che sei un artista a 360 gradi!!...direction, disegno (complimenti davvero) animazioni 3d, rendering, fotografia inoltre musica (Petrucciani, Coltraine & Miles...intenditore!)  tutto davvero!! Ma dove trovi il tempo di coltivare tutte queste passioni che in ogni modo hanno un volume di studio molto elevato?

RISPOSTA

La musica e' stata uno dei primi interessi: prima conservatorio e poi jazz. Purtroppo il tempo e' diminuito man mano, e ora ho messo in vendita il pianoforte :)
Ma non smetto di ascoltarla, le emozioni che provo con la musica sono uniche, né un quadro, un disegno, un lavoro di motion graphics, niente riesce ad avvicinarsi a quelle sensazioni, anche il disegno e' stata una vecchia passione, mentre ero al conservatorio ho cominciato il Liceo Artistico per poi passare all'Accademia di Belle Arti.
Per quanto riguarda la fotografia sono poco meno di un principiante, ma spero di poter approfondire.

In tutto ciò, quello che ritengo importante, e' stato avere l'opportunità di poter portare avanti le mie passioni senza ostacoli particolari.
E questo e' un elemento essenziale. La nostra società ci abitua a pensare per ruoli ben definiti e si giunge alla scelta dell'università con una discreta confusione.?In tutto ciò siamo distratti dalla difficoltà di trovare un lavoro, e dalla responsabilità di dover rispondere ad una 'chiamata' che probabilmente non fa per noi.
So che suona banale e scontato, ma e' *davvero* una cosa importante cercare di individuare cosa ci piace, la propria *passione* , e provare a farlo sul serio.?
Un po' di anni fa discussi con un mio superiore sul ruolo di Art Director: io insistevo col ritenere possibile un Art Director che riuscisse a conciliare la supervisione, la direzione di un lavoro, con la realizzazione di una parte del lavoro stesso. Ovvero, trovarsi davanti al computer a disegnare, se e' il caso anche animare. Ma dall'altra parte mi veniva fatto notare che un Art Director e' sempre più una persona che delega agli altri il lavoro, chiamiamolo 'sporco', e si concentra solo sull'idea creativa e sulla direzione.
Voi quale pensate sia più esatta come idea di Art Director?
In realtà, fra queste due ipotesi, in mezzo ci sono tante variabili e le opzioni proposte non erano proprio così nettamente definite.
Una visione di Art Director che delega e si concentra sul succo del lavoro, in verità non e' molto realistica.
Di idee tanto geniali non ne girano - il lavoro quotidiano assorbe quasi tutto il tempo e le energie a disposizione, senza considerare le difficoltà causate dai meccanismi interni delle aziende che sono molto burocratizzate - e, a causa dei tempi stretti e delle necessità da parte delle aziende di tenere sotto controllo ogni mimino aspetto e fase di un processo lavorativo, finiscono con l'avvicinare l'Art Director ad una figura che tiene le fila del progetto e riempie moduli, ma niente di più.
Sta di fatto che un'impostazione della professione in questi termini, sotto il torchio pressante di responsabilità e *crescita* , rischiano col farti dimenticare perché hai cominciato quel lavoro e cosa ti piaceva di quel lavoro. Sulla faccenda della crescita ci sarebbe da fare un discorso a parte, ma andiamo avanti.

A distanza di anni, sono oggi più convinto di allora che le definizioni di una professione sono quelle che noi gli vogliamo dare. I ruoli si possono definire e i lavori impostare secondo le proprie convinzioni e capacità e se ci sono regole troppo strette, vuol dire che di spazio per le rispettive identità ce ne deve essere poco. Niente di male, se poi, al momento di dover tirare fuori le idee creative, non si chiedesse lo sforzo inverso: avere cioè una mente fresca, uno spirito innovativo e l'intelligenza di rompere le regole e gli stereotipi per inventarsi qualcosa di *nuovo* .
Questo e' il rischio serio che si può correre: lasciarsi convincere che per raggiungere certi risultati bisogna accettare certi compromessi, a mettere a tacere le individualità e' rischioso anche per le aziende stesse.
Creare un organico di persone che segue standard professionali (e quel che e' peggio a volte di comportamento), inaridisce la stessa materia prima che dovrebbe aiutare le aziende a differenziarsi.

DOMANDA

Quanta della tua creatività riesci a portare dentro quando lavori con Blender? O in qualche modo senti che la "cosiddetta" freddezza del 3D lascia fuori della porta una parte della tua creatività? C'è una parte della tua arte che non riesci a convogliare nel 3D?

RISPOSTA

La cosiddetta freddezza del 3D e' relativa: il 3D di per se non e' freddo o caldo.
In merito alla mia *arte* e se riesco a convogliarla tutta o meno nel 3D, la risposta e' semplice: non considerando quello che faccio una forma d'arte il problema non si pone :)
Sulla prima questione, creatività e Blender, al momento non mi sento in grado di gestire le risorse in piena libertà, ho ancora tanto da studiare.



DOMANDA

Proprio in base all'ultima domanda ti chiedo, nelle comunità italiane spesso si discute animatamente riguardo il dubbio se il 3D sia proprio un arte a se stante o solamente uno strumento per convogliare quest' ultima? Tu come vedi la computer grafica? è solo uno strumento che porta la tua arte su la "macchina pc" o è altro?

RISPOSTA

Ci sono due aspetti da considerare: la definizione della parola arte e la computer grafica, poi si può capire meglio che ruolo assuma in tutto ciò il 3D.
In merito alla definizione di arte non posso pensare di rispondere o esaurire questo argomento io, ci sono interi volumi che ne trattano è una questione molto complessa,  però mi piace ricordare (non rammento dove l'ho letto o sentito) una breve considerazione in merito: l'arte pone domande, il design cerca risposte. Forse non recitava proprio così, ma il senso e' quello.
Adesso, che spesso si parli di arte nei forum italiani e' sintomatico, è così fin da quando ricordo le prime accese discussioni sui newsgroups, quando ancora ci si collegava a 36k. Dico che e' sintomatico perché penso sia una situazione dovuta alla nostra cultura (ma la notorietà derivante dal web sta aiutando notevolmente questo processo di identificazione della grafica digitale come forma d'arte). La tendenza qui da noi e' quella di pensare all'arte, più che alla comunicazione, all'artigiano più che al designer. Non e' giusta una cosa e sbagliata un'altra anzi, a volte c'è bisogno tanto di un approccio quanto dell'altro. Piuttosto si tratta solo di riconoscere precisamente cosa si sta facendo, perché il problema a volte e' che si pensa di fare arte, allora ne consegue che tutto il resto e' fuori dalla nostra sintonia. Si generano incompresi e si considerano i propri lavori come dei figli, di cui nessuno dovrebbe parlarne male.
In realtà il designer e' quel professionista che trova soluzioni a certi problemi. Problemi che possono essere quelli proposti da un cliente( ad esempio), che deve rinfrescare il proprio brand, in un territorio dove competono società simili alle sue. Allora come aiutarlo a differenziarsi, ad uscire fuori dal coro? Altre volte più banalmente il problema e' di carattere economico, e con questo intendo l'economia dei mezzi a disposizione: ad esempio si ha a disposizione una pagina per raccontare tante cose, però non deve risultare caotica, ma deve allo stesso tempo far si che i vari elementi siano facilmente distinguibili, e che il messaggio principale emerga sugli altri, senza però soffocarli.
Tutto ciò potrebbe suonare come poco legato al mondo del 3D, e allora bisognerebbe distinguere fra le varie forme di espressione attraverso l'uso proprio del 3D. Ci sono casi in cui il linguaggio e' molto articolato, (http://www.2minds.de/) ma penso anche a certi lavori di Universal Everything.
Qui i termini in merito si rincorrono: video arte, installazioni, oppure in certe situazioni si parla di vj.
I termini non hanno molto senso, quindi non preoccupiamocene, ma per chi ad esempio si occupa di character animation, tutto questo che senso ha?
Poco o molto: molto, se osservare i vari sistemi di linguaggio di cui fa uso la nostra società ci aiutano ad avere una visione ampia (se devo preparare un personaggio per un documentario di storia sarà diverso dal preparare un personaggio per un corto per bambini, i due linguaggi differiscono sostanzialmente). Poco, se comunque il lavoro che svolgiamo e' già stato individuato in quella fase di ricerca e affermazione della propria passione e sia noi che il nostro datore di lavoro (o direttamente i nostri clienti), sono soddisfatti del nostro operato: per esempio, disegno manga, faccio solo questo, sono soddisfatto e lo faccio bene.

DOMANDA

Posso sbagliarmi ma mi sembra che tu non utilizzi troppi altri software 3D per i tuoi lavori, sei un patito dell' OSS in genere o la scelta di Blender è stata mirata, c'è qualcosa che ti limita in Blender quando lavori a livello tecnico?

RISPOSTA

Gli altri software che uso più o meno sporadicamente sono:  Realflow, PFTrack e, ovviamente Cinema 4D che ancora adopero per diverse ragioni - e' spesso impiegato nel campo della motion graphics, e tools come Mograph e Sketch & Toon, mi tengono ancora legato a C4D.

Il 3D, prima di affacciarmi a Blender, per me era giocare con parametri random, shaders e qualche luce. Proprio questa ragione mi ha portato ad avvicinarmi a Blender, cioè l'intenzione di affrontare la questione 3D dal punto di vista inverso. Studiare le basi, lavorare con strumenti essenziali ma potenti, come quelli che Blender mette a disposizione. Un po' quello che spesso si sente nel 2D: ci sono i sostenitori accaniti dei plugins (e all'inizio lo sono stato anch'io) e ci sono quegli altri che ritengono che Photoshop, così com'è, sia più che sufficiente.
Se deve bastarti quello che hai nel pacchetto base, allora per tirar fuori quello che hai in mente, il pacchetto base te lo devi studiare bene. E al momento e' quello che sto cercando di fare con Blender, ma il 3D e' di per sè complesso e affrontare questa forma d'espressione richiede tempo e dedizione.
Sui limiti tecnici di Blender non posso dire molto, dato che appunto ho molto ancora da approfondire.

DOMANDA

Ho seguito il WIP di STREET CRIME (su kino3d.com) l'ho trovato molto istruttivo e interessante, in particolare il set delle luci ci dici qualcosa di più?

RISPOSTA

Il setting delle luci in Blender e' una delle cose che mi ha entusiasmato fin da subito. Lo trovo molto intuitivo e i risultati sono sempre apprezzabili, quando sembra che la scena cominci a sbilanciarsi, si riesce sempre a sistemarla cambiando pochi parametri.
Una lettura che ho trovato utilissima e' partita da questo blog:
http://dreamsgate.wordpress.com/2008/09/04/lighting-challenges-fruit-bowl/
che poi rimanda al wiki, che ritengo fondamentale:http://wiki.blender.org/index.php/Doc:Tutorials/Lighting/BSoD/Exercises



DOMANDA

Stando "nell'ambiente" secondo te Piero com'è la situazione dal punto di vista lavorativo nella computer grafica in Italia? C'è il solito rischio di fuga di cervelli anche in questo settore?

RISPOSTA

Assolutamente si.
Ovviamente io mi posso riferire solo all'ambito motion graphics/televisivo e, in certa misura, web.
E' un problema politico, l'Italia fa acqua sotto troppi punti di vista ed è un peccato, perché abbiamo davvero professionisti di serie A.
Ma gli spazi qui da noi sono pochi: quelli che ci sono risultano per lo più chiusi e eventualità di aperture che vedo sono minime, visto che (come spesso accade in molti settori), vengono promosse figure a prescindere dalle loro reali competenze. Non dico nulla di nuovo, ma e' la realtà che vedo da tanto tempo a questa parte. E la cosa triste e' che non ho mai notato cambiamenti che facessero sperare in un miglioramento.
Insomma, se si hanno dei meriti si fa prima ad andare a cercare gratificazioni da qualche altra parte. Se invece si ha la fortuna di avere un buon lavoro, in un ambiente decente, tanto meglio. Purtroppo di realtà così ne ho viste davvero poche.

DOMANDA

Ci avviamo verso la versione 2.50 di Blender, proprio da poco c'è stata la release 2.49 RC1... restrittivo definirla solo una piccola bugfix con le interessanti novità che contiene... Che strumento ti aspetti che sarà Blender, nella "definitiva" versione 2.50?

RISPOSTA

Sicuramente la novità che farà più rumore e' la nuova GUI (n.d.r. interfaccia grafica graphical user interface) . Stanno facendo un bellissimo lavoro in questa direzione, se ricordo bene ho letto della possibilità di scrivere la GUI direttamente da Python, il che rappresenta un passo in avanti non indifferente.
Con la scrittura dell'RNA, e la possibilità di poter inserire keys per qualsiasi elemento, si estendono notevolmente quelli che oggi sono alcuni dei limiti di cui soffre Blender.
Anche l'aver reso possibile la definizione di propri shortcuts e' un ulteriore dimostrazione di uno dei punti di forza di Blender: la comunità viene ascoltata e le risposte non si fanno attendere, non per niente in un recente sondaggio (CGenie), Blender e' risultato al primo posto in quanto a soddisfazione degli utenti rispetto agli upgrade.
In definitiva penso che la 2.50 vedrà un Blender più duttile e più accattivante con la nuova GUI, il che non guasta ;)



DOMANDA

Chiudendo, oltre che ringraziarti per la disponibilità e dirti che sarai sempre il benvenuto su questi lidi, volevo togliermi una curiosità su blendernation ho visto giorni fa un tuo "esperimento" FORM, mi ha molto colpito! volevo sapere come hai realizzato FORM? L'animazione dei cambi di forma della mesh le sue bellissime specularità?

RISPOSTA

Form e' nato solo come studio. Ho letto alcuni commenti in merito al motivo per cui fosse apparso su Blendernation.
?Vorrei velocemente chiarire questo punto. Sono il primo ad essere consapevole del fatto che non e' un lavoro di nessuna importanza, solo un mero esercizio. Però penso sia comunque importante far girare anche questo genere di operazioni.
Quando non conosci ancora il programma e non sai cosa e' possibile tirarne fuori, sei un po' scettico rispetto alle potenzialità e se quel software può essere adeguato alle tue esigenze. Quando inizialmente cominciai a sbirciare tra i forum e le gallery di Blender, notavo che lavori di motion graphics erano praticamente assenti. Il che mi portava a supporre che forse non aveva molti strumenti adatti a questo tipo d'impiego (l'esatto opposto di Cinema 4D, che per molto tempo e' rimasto indietro sulla CA ma molto duttile invece in campo mograph).
La comparsa poi di lavori bellissimi come Elephants Dream e BBB, sembravano confermare che il principale campo d'azione di Blender fosse principalmente la Character Animation. Pian piano qualcosa si e' mosso e si sono visti lavori anche nell'ambito mograph pertanto, almeno in questa fase, ritengo che non sia essenziale trovarsi di fronte a opere speciali, ma forse e' sufficiente far capire a chi si affaccia a Blender per la prima volta, le possibilità d'uso che già esistono.
Se questo può aiutare a incuriosire possibili nuovi utenti penso sia una buona cosa.

In merito alle deformazioni sulla mesh ho usato dei semplici vkeys. Come ti dicevo, sto cercando di ripartire da zero e questo vuol dire dover pensare il lavoro in modo diverso. In Cinema 4D avrei usato dei modifiers, probabilmente tenendo il cubo di partenza ancora parametrico.
Questo avrebbe voluto dire affidarsi molto alla casualità, spesso si ottengono risultati inaspettati e molto interessanti, ma vuol anche dire che il controllo su quello che stai facendo e' relativo.
Lavorare con le shape keys ti costringe a dosare molto attentamente le modifiche che stai apportando. Comunque il divertimento non viene meno, definire tante shape keys quante ne occorrono e per ognuna lavorare su una mesh differente consente di ottenere transizioni a volte interessanti.
In merito agli effetti di luce, anche in questo caso l'intenzione e' studiare se e' possibile ottenere certi risultati. Volevo simulare gli effetti della lente. Il setup e' migliorabile, ma e' stato molto divertente (e' una delle cose che trovo più spassose in Blender) e mi ha permesso di studiare meglio i nodi.?Ho copiato sul mio server uno screenshot del setup:
http://phoenixart.com/motion/forms-nodeSetup.jpg

DOMANDA

Un in bocca al lupo per il tuo lavoro e la tua carriera 3D Piero, noi di BT ti auguriamo buon lavoro e un sincero Happy Blending!

RISPOSTA

Grazie di cuore!

Pietro Desopo






-INTERVISTA REALIZZATA DA GIKKIO-