
Mancate elucubrazioni pseudo artistiche.
Per gli articoli di BT spesso ci si è soffermati su novità tecnologiche, come tutorial e correnti artistiche.
Ma guardando tonnellate di opere un pò dappetutto fa pensare la presenza di molti clichè, di arte solo estetica e non comunicativa.
Questo articolo in forma autocritica ovviamente, vuole invece cercare di ordinare idee e, nella modestia del tentativo di chi lo scrive, e nella sua consapevolezza concerne la mancanza dei mezzi tecnici per realizzare qualcosa di artistico, mettere l’accento su considerazioni artistiche più “personali”.
Il reale scopo di questo articolo quindi è far riflettere su determinati accorgimenti che possono far maturare un senso autocritico nei confronti delle proprie opere giornaliere, sul proprio modus operandi e sul modo di percepire l’arte che è attorno a noi.
Se quindi vi è mai capitato di guardare la vostra gallery e provare un senso di frustrazione, se vi è mai capitato a metà di un opera cominciata con il massimo entusiasmo di effettuare un rendering e sentire una vocina dentro che dice”non va bene! stà venendo su uno schifìo!”, se dopo aver postato un opera i commenti da questa ricevuti invitano l’autore ad impugnare una zappa e dedicarsi al giardinaggio questo articolo potrebbe far per voi indicandovi lontanamente la strada.
Cos’è la Computer Grafica? Si lo sappiamo! «E’ un ramo della grafica computerizzata che si basa sull’elaborazione di modelli virtuali in 3D da parte di un computer.» come definizione puramente tecnica.
Ma pensandoci bene, cosa facciamo quando pratichiamo il 3D, oltre ad inbufalirci quando dobbiamo unwrappare? Cosa facciamo quando creiamo un qualcosa e poi lo portiamo in 3D provandone l’inquadratura, scegliendone la tavolozza dei colori etc.? Stiamo CREANDO ARTE con mezzi tecnici non rilevanti magari e di livello inferiore ma arte.
L’arte ha svariate forme e livelli, la musica è arte, il cinema è arte, la danza è arte come in un certo modo la rovesciata di Pelè può essere indubbiamente vista sotto il profilo artistico di un incredibile addirittura poetico gesto tecnico.
L’arte quindi, nel suo significato più ampio, «comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica» (non mi trovo d’accordo sulle INNATE).
Per disegnare dunque bisogna imparare le tecniche, ma anche per fare 3D bisogna imparare, studiare come si modella, come si illumina, apprendere tutti quelli strumenti che permettano di esercitare e realizzare la nostra forma creativa tramite la citata esperienza estetica il tutto atto però a comunicare qualcosa.
Quindi SI! Il 3D E’ indubbiamente una forma d’arte, questo per arrivare a dire che proprio come forma d’arte il 3D necessita oltre lo studio tecnico anche di determinati accorgimenti artistico/emozionali per risultare gradevole all’occhio.
Potete essere bravi tecnicamente quanto volete ma, se non seguite (o avete già dentro di voi ) determinati accorgimenti artistici basilari, i vostri rendering non saranno mai profondi.
L’arte come tale DEVE colpire il fruitore comunicando! Questo lo si può ottenere solo mandando un determinato MESSAGGIO (che sia tecnico come i dettagli di un motore, o che sia romantico come un opera di altri contenuti non importa).
Uno dei difetti nella 3D Art che si vede ai giorni nostri è una mancanza di contenuti emozionali, delle grandissime opere tecniche ma prive di un messaggio emozionale che distingue l’arte dalla sola «progettazione» (architettonica per esermpio).
La differenza tra noi ed una pietra e che noi a differenza di essa pensiamo, proviamo emozioni e siamo vivi, perchè allora il nostro 3D non deve comunicare arte? Perchè deve essere solo una rappresentazione grafica delle nostre competenze tecniche raggiute?
Le competenze tecniche come il livello raggiunto nella modellazione o nel sapiente uso delle textures sono solo MEZZI , un punto di partenza non l’arrivo, sono strumenti che ci permettono di rappresentare la NOSTRA arte, chi siamo e cosa proviamo.
Senza questi mezzi Blenderistici e sopratutto senza determinati accorgimenti artistici (alcuni che qui descriveremo), la nostra opera sarà solo un 10 tecnico ma uno ZERO artistico…cosa pensereste se la gente che vi circonda vi tacciasse come persona priva di sentimenti e di profondità?
Probabilmente rimarreste molto male e fareste qualcosa per dimostrare che l’affermato è falso!(oppure ve ne freghereste altamente magari!
) pensiamoci un attimo allora…… perchè per il nostro 3D come arte e l’arte come rappresentazione di sentimenti non dovrebbe valere lo stesso discorso?
Chi parla sempre di tecnica alla lunga è noioso sono i sentimenti e la capacità di esprimerli e raccontarli che rendono una storia accattivante bella e interessate, ed un rendering è una storia, ed è proprio questo che crea la differenza tra uno splendido libro e un perfetto (ma tedioso) manuale del pollice verde!
A molti sarà capitato di vedere un proprio rendering realizzato tecnicamente bene…tuttavia…chiedersi sempre con la vocina della coscienza dentro qualcosa…perchè non và? Perchè anche se le maledette mesh sono dettagliatissime la topologia realizzata in maniera perfetta, l’illuminazione fisicamente corretta, gli manca un «qualcosa»? ….Cos’è che manca?
E’ il messaggio che manca! E’ l’arte! E’ il pathos o tutti gli accorgimenti per comunicare ARTE…

Arte…
Ancora arte….
Si penserà .. «E grazie! una è L’urlo di Edvard Munch e l’altra è realizzata da Leonardo da Vinci!!», verissimo! Ma si è detto che ci sono vari livelli e varie forme d’arte, questo per dire che non bisogna essere un Leonardo per poter comunque comunicare un pò d’arte anche se di livello estremamente più basso.
Arte come forma di comunicazione perchè no?

Hurry up, the day is ending!
Pablo Lizardo
Osservando la Gallery dei siti più grandi di 3D (non faccio nomi) su internet si va incontro ad un altissimo tasso tecnico ma ci si stupisce come le opere non comunichino oltre…sono belle ma vuote, costituiscono incredibili virtuosismi tecnici ma si fermano li, l’autore non comunica.
Osserviamo invece quest’opera di Mathias Pedersen con molta attenzione:

Una palette adatta al tipo di opera, un uso degli strumenti adeguato ma non esageratamente complesso, una difficoltà tecnica di realizzazione in fondo non elevatissima…eppure comunica qualcosa.
Si noti che QUELLO CHE COMUNICA IL MESSAGGIO e rende l’opera gradevole sono SOLO 2 insignificanti (all’ apparenza) dettagl i che tutti potremmo realizzare in Blender in meno di 2 minuti, il SIMBOLO sulla fronte e la LACRIMA.
Solo i DUE DETTAGLI tecnicamente meno complessi FANNO UN’ INTERA OPERA che comunica molte cose, a seconda di chi la guarda…la solitudine nella diversità per esempio etc.etc.
Quindi non è solo la tecnica a realizzare un opera d’arte.
In un articolo apparso recentemente in rete l’autore cercava di comprendere ed elencare quali sono gli accorgimenti artistico/tecnici che potessero migliorare la creazione e la percezione per aiutare ad esercitare la nostra arte.
Allora quindi, perchè i miei rendering fanno totalmente inconfutabilmente e inequivocabilmente schifo?
Your rendering suck!
Cos’è che manca allora? In cosa sbaglio?
L’arte 3D è comunicazione come più volte ripetutto alla noia, allora paragoniamo il messaggio dell’immagine a quello della parola, comprendendo il «cosa» evitare e come evitarlo:
- Non invii alcun messaggio a chi vede l’opera!
Ti incontro e parlo del tempo che fa domani!Parlo parlo ma non dico nulla!
Come detto fin ora, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni! Semplice non «vendi nulla».
Come ovviare…altrettanto semplice, apri Blender con l’intento di creare un opera, differenzia l’ esercizio tecnico da quando si fa sul serio.
E’ assolutamente necessario l’ allenamento tecnico, ma è importante anche giocare la partita e cioè aprire Blender con l’intenzione di fare sul serio e creare arte! Prima o poi è necessario…abbi un messaggio che vuoi comunicare, poi scopri come tradurlo artisticamente.
- Rinterpretare non copiare!
Parlare come un libro stampato senza metterci del proprio noon suscita emozione in chi ascolta!
Copiare un opera d’ arte è un ottimo esercizio tecnico anche in 3D ma tale rimane, copiare senza metterci del proprio porterà la gente che guardare l’ opera e a giudicarla SOLO tecnicamente e rispetto all’ originale (quindi si perde in partenza), e porterà noi solo ad un triste ed inevitabile confronto tecnico con l ‘originale che, essendo realizzato da un professionista magari è ovviamente «perfetto» e irraggiungibile tecnicamente, e provarci ci porterà a depressione e collasso mentale, non va tanto bene! visto che il 3D è il nostro hobby e lo facciamo per divertirci.
L’ arte è comunicazione di quello che siamo anche, di cosa proviamo di quello che pensiamo, dunque chiadiamoci se è meglio essere stati bravi nell’ esprimere un proprio parere, o essere stati bravi nel ripetere quello detto da un altra persona?
- L’importanza del concept
Equivale al saggissimo detto “”"Pensa prima di parlare ”
Spesso il messaggio lo si ha eccome, ma non si riesce a tradurlo in arte 3D e lo is fa male!
L’importanza del concept artistico prima di aprire Blenden non risiede unicamente nella veste tecnico/organizzativa del workflow, ma serve anche a scrivere su carta quello che pensiamo e vedere se siamo riusciti a tradurre in linguaggio dell’ immagine il pensiero che abbiamo in testa. Anche se non si ha la matita di Giotto nel DNA! non ha importanza avere una bella calligrafia, se scriviamo per noi ha importanza quello che scriviamo.
- Il luogo comune
Alle svedesi piace l’uomo italiano, ma all’estero e tutta un altra cosa, si è sicuri solo della morte, la palla è rotonda ed è tutto un magna magna!
E’ una società di luoghi comuni (anche quanto testè detto lo è), così nell’arte in genere e così nel mondo 3D…Blender non fa differenza in questo: «Per il vetro?Usa Yafray altrimenti non esce, voglio il fotorealismo per questo uso Luxrender» e così via…
Le teiere di 3d max!I guerrieri stile Barbarian, le astronavi e basta (proprio come la mia!), è tutta robba già vista e rivista mille volte, ed equivale esattamente a parlare per luoghi comuni, non ti ascolta nessuno, e l’opera verrà giudicata con meno entusiasmo rispetto a una novità.
Essere originali, mandare un messaggio diverso o raccontato almeno in maniera diversa è importante, una chiave per piacere e piacervi è essere originali proprio essendo voi stessi.
- Buio e Dark non sono la stessa cosa!
Per parlare e farsi comprendere bisogna «scandire» quello che si dice
In rete si vedono un sacco di opere buie, come si può pensare di avere un bel rendering che piace..se non lo si vede?
Armosfera grigia non è uguale a tolgo la luce dalla scena, un atmosfera grigia si costruisce tramite un sapiente uso della luce non privando l’opera di essa.
Mostriamoci senza timore!
- Accettare le critiche e farne tesoro
Ti esprimeresti meglio se evitassi di ripetere ASSOLUTAMENTE ogni 3 parole!!
Chi io??ma che dici? è assolutamente falso!!
Come nella vita reale a nessuno fa tanto piacere ricevere critiche e feedback negativi, ma sono quelli più preziosi.
Anche nel 3D non tutte le ciambelle escono con il buco, spesso vediamo un opera con occhio diverso rispetto al fruitore capita!, e non siamo disposti ad accettare le critiche di nessuno, rispondendo in maniera offesa e delusa o svicolando e trovando una scusa plausibile ogni volta ci sia una critica al nostro operato!
-C’è poca luce il rendering è buio e le mesh fanno vomitare! ![]()
- Emh..si ma questo è solo il rendering di prova!
- La topologia è totalmente errata
- Si perchee…perchè stò cercando di creare un nuovo metodo e quando l’ho fatto è arrivata Jennifer Lopez e mi son distratto.
Le critiche sono fondamentali al percorso di crescita di un artista e per correggere e migliorare il proprio operato, accettarle e rispettarle equivale a volersi migliorare e farsi aiutare a migliorare anche.
- Che me ne frega? Tanto poi aggiusto con GIMP!
non mi preoccupo di fare gaffes! Tanto poi rimedio (ma non sarebbe meglio non farle proprio?)
LA postproduzione è un mezzo potente e utile, ma come tutti i mezzi potenti necessiterebbe di maggiore responsabilità (artistica ovviamente) nel suo utilizzo.
Regolare i livelli di saturazione e il contrasto, bilanciare il colore e altro sono cose che fanno bene alla nostra opera, ma un conto è aggiungere un filo di fard per valorizzare e dare un accento, un’altro è mettersi due chili di cerone per mascherare qualcosa!
Un eccessiva postproduzione è dannosa e oltre che peggiorare nella maggior parte dei casi l’opera, tende a snaturarla vi allontana dall’ obiettivo prefissato.
Usare la post per coprire le proprie pecche tecniche è sbagliato e dannoso, occorrerebbe con più rigore coprire quei vuoti con tenace studio .Per comunicare arte è importante conoscere la giusta lingua solo così saremo comprensibili.
L’arte è intorno a noi!E tutto è arte
Alex Roman,
The Third & The Seventh
Come in una favola dai mille finali l’arte non ha un inizio o una fine, si snoda si crea si trasforma, non esiste qualcosa che non sia artistico o non possa essere rivisitato artisticamente in questo mondo, ogni creatura, ogni oggetto, ogni fantastica forma che ci circonda può essere reinventata e raccontata in una storia differente e ugualmente magica, formata da una rete di emozioni e sentimenti personali.
In un mondo ormai conformato e che non si mostra direttamente per quello che è, per paura di non piacere e per paura di essere una voce fuori dal coro, il rischio di perdere la propria e preziosa individualità è alto.
Siamo provvisti dei mezzi più validi e tecnologici per realizzare qualsiasi mondo 3D, eppure tanto piccoli da non riuscire nemmeno così a sganciarci dal luogo comune.
Tutto è arte, e tutto può essere tradotto come questa, ma il vero dono che tutti abbiamo dentro è la capacità di poter comunicare in tante maniere diverse la nostra individualità, basta volerlo fare e avere il coraggio e l’orgoglio di essere unici, magici e splendidi individui, e tutti con con sentimenti e storie da raccontare.
Conclusioni
Ringrazio per la pazienza!
Posso dire che questo è frutto di personali elucubrazioni dovute a concetti e autocritica che ho elaborato nel tempo, di articoli visti sul web, libri letti, di cinema 3D che ho visto, di opere che giornalmente vedo in rete e mi hanno portato a riflettere su alcune cose e su alcune allarmanti mancanze di contenuti che vedo da parte di molti professionisti purtroppo.
Non costituisce altresì un oggettività dei fatti per carità come considerazioni personali potranno o no trovare d’accordo chi l’ha letto.
Questi sono pensieri e propositi che ho maturato per me stesso e condivido nutrendo la speranza che possano giovare anche a qualcun’ altro a al suo modo di percepire l’arte attorno a noi.
fonti e citazioni:
Wikipedia
Blender,org
Vimeo
Wikizionario
Blenderguru
Arteantica.eu
Concezione artistica homolaicus.com
matrablog
-Gikkio-






Ciao Gikkio, ci diamo alla filosofia?:-)
A parte gli scherzi, nell’articolo tocchi un tema che periodicamente torna nei forum e nelle discussioni sulla CG (e non solo). Ho notato che hai ripreso il titolo di un recente thread su CGtalk, che per l’appunto leggevo proprio ieri.
Non voglio lasciare un commento chilometrico, quindi cerco di essere sintetico.
I problemi trattati non sono nuovi e non riguardano solo la CG. Diciamo che tutto il Novecento ne pone di simili. Tanto per dare qualche minimissimo riferimento, abbiamo Walter Benjamin, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” e Umberto eco con “Apocalittici e Integrati” oppure “Opera aperta”. Sintetizzando brutalmente, il concetto di Arte non può prescindere dalla tecniche a disposizione in ogni tempo, e dal fatto che gli stilemi tendono a consumarsi (cfr. la Gioconda coi baffi di Duchamp). Inoltre spesso finisce per prevalere l’aspetto industriale, con conseguenti regole di profitto che trascurano il “valore artistico”. Interessante per esempio che alcuni dei film con CG sofisticata di quest’anno, Avatar e 2012 tanto per fare dei nomi, siano alla fine più sfoggio di tecnica che di storie, idee e personaggi originali.
Per ora mi fermo qui, ma sarei contento se la discussione andasse avanti anche con altri contributi.
Ciao.
L’articolo di Andrew Price sulle dieci ragioni, l’ho trovato abbastaza interessante, anche se alla fine non ha detto niente di nuovo. Certe volte va sul generale, ma altre va su argomenti specifici (come la cosa dei render Dark), che fanno pensare più ad un suo sfogo personale, dettato da qualche discussione recente, inceve che ad un’analisi del panorale generale.
Per il resto credo che hai già detto tutto, anche se ci sarebbe davvero tanto, ma forse troppo da dire.
.
Di mio, non ho mai tirato fuori nessun sentimento o emozione in nessuno dei miei render, per ora sono ancora in fase di “Elaborazione della Tecnica”
Grazie della lettura e delle risposte anche
) ricordandola con nostaligia.
Si è vero ‘articolo di Price in qualche modo non analizzava una situazione tecnica ed oggettiva ma partiva più da uno sfogo personale della percezione dell’arte che ha avuto in rete.
Come ho scritto è proprio questo articolo in cui mi sono casualmente imbattuto che ha innescato in me la stessa meccanica di critica (e come scritto sopratutto AUTOCRITICA).
Leggendo quelle righe ho cominciato quindi prima ad elaborare quello scritto, per poi continuare a pensare ad un discorso personale, e continuando a pensare (penso troppo!!) mi sono spostato nel paragonare ad esso i vari campi “artistici” quindi non solo il 3D ma anche il cinema..come detto da ANTLAB nel suo illuminato commento.(credo fosse blenderguru?o proprio CGTALK? non è importante
Mi sono subito rapportato per esempio ad AVATAR film che sta spaccando il pubblico in due filoni come non mani, in accesissimi (che mi vedono partecipe) dialoghi e considerazioni sui forum di cinema italiano…che praticamente SEMPRE sfociano in veri e propri litigi che esulano dal discorso base.
AVATAR come detto è l’esempio palese di come la veste estetica TRIONFI NETTAMENTE su quella dei contenuti, e a mio avviso è una cosa molto molto grave, questo UCCIDE l’arte trasformandola da contenitore di sentimenti in contenitore di “bello estetico”
Il fatto che, quando si parla di “arte” non si può secondo me fare solo un analisi del panorama artistico, credo sia più importante e anche stimolande affrontare la discussione sotto il punto di vista della persona e del campo specifico.
In tal senso l’intenvento di Antlabè illuminante quando cita l’aspetto INDUSTRIALE dell’arte.
Parlando di questo PER ASSURDO sostengo una tesi (posso sbagliare):
Il campo commerciale ed industriale è gioco/forza controllato da meccaniche dove alla base c’è l’economia e quindi in questo senso non può liberare l’arte…perchè legato ad aspetti economici di gradimento.
Esempio banale non faccio una determinata cosa perchè non so se tira economicamente, no no se piace e io artista (o soft house) ho i conti da pagare..e alla fine ci deve essere il segno + davanti all’importo…ok non è criticabile in quanto è la base della nostra società.
MA NOI???la nostra arte ESULA da qualsiasi costrizione…il nostro 3D o tutto il resto non è vincolato da NULLA…qualsiasi professionista di alto livello in un qual modo invidierebbe la nostra posizione (posizione artistica ma non economica
Allo mi chiedo PERCHE’ noi ..liberi..senza vincoli..non creiamo arte “pura”? perchè anche senza costrizioni ci riferiamo sempre solo e comunque a modelli commerciali?
Perchè modello e creo qualcosa che si riferisce SEMPRE (come references) a qualcosa di già fatto?
Se abbiamo il livello tecnico (e rispondo ad Anfeo) per “copiare” o ispirarci a modelli di un certo rilievo, abbiamo il sufficiente livello anche per creare qualcosa dello stesso tasso tecnico, anche basso per carità ,ma artisticamente nostro.
E’ come se la creatività fosse “sopita” a vantaggio della ricerca di sto cavolo e palloso FOTOREALISMO.
Ceh altro non è la ricerca estetica dell’arte…arte vista al top ma solo dal punto di vista estetico.
E’ questo che vorrei capire…perchè tutti (io per primo ovvio l’ho scritto) cerchiamo sempre un riscontro o a arte già creata?
Perchè sostituiamo il nostro cercello con google immagini quando aprimao Blender e decidiamo di fare qualcosa?
E’ quella la domanda che mi “perseguita”…perchè anche facendo una cosa già fatta tendiamo SOLO a copiarla e non a rinventarla a modo nostro?
ammazz quanto ho scritto
Uno degli esercizi di un libro di disegno che ho letto, mostrava 3 opere di 3 pittori famosi diversi. L’esercizio era diviso in due parti:
- copiare il disegno del pittore
- fare un disegno proprio usando la tecnica di quel pittore
Questo ti fa capire meccanismi che non capiresti davanti ad un foglio bianco.
L’ispirazione è fondamentale nell’arte.
Anche il realismo è essenziale, se devi fare una caricatura, non ti verrà mai bene se non hai mai fatto pratica con ritratti di persone reali.
La tecnica serve, bisogna conoscere le regole per infrangerle.
L’Arte è appannaggio di pochi eletti, non è un artista chi:
- copia lo stile di un altro
- perde 5 secondi a fare qualcosa di strano spacciandolo per arte moderna
L’artista inventa, si ispira, ma non copia, suscita emozioni forti (sia belle che brutte).
Anfeo hai ragione.
per infrangere le regole bisogna prima conoscerle e saperle mettere in pratica, e poi si possono infrangere, troppo comodo fare il pittore naif se non si sa prima realizzare il vero.. tutti sanno fare il naif, diverso è il contrario! infrangere le regole quando si conoscono e si è ingrado di rispettarle.
Avete toccato entrambi due temi importanti.
Il primo, la difficoltà di apprendere le tecniche moderne (sempre in rapida evoluzione) spesso riduce il tempo dedicato allo sviluppo di temi e significati più originali.
Il secondo, il problema della copia. Gikkio, la storia dell’Arte del ‘900 insegna che si sono raggiunti limiti invalicabili. Dopo i tagli alla tela di Lucio Fontana, è difficile andare oltre. Io posso anche lasciarla direttamente in bianco, ma non so se sarà molto apprezzata:-)
Posso fare una modesta proposta? Secondo me questi temi meriterebbero uno spazio più comodo, non potresti aprire un thread direttamente nel forum, così continuiamo la discussione?
Picasso, Dali’ hanno dipinto belle opere “ordinarie” prima di darsi alle stravaganze, quindi, come si diceva, bisogna impadronirsi della tecnica prima di “poter fare gli artisti”
Si ma da quello che ho scritto passa per caso il messaggio di arte senza tecnica?
Dalle risposte mi sembra che passi questo, non vorrei aver fatto intendere qualcosa che non volevo dire.
Anzi mi sembra rileggendo di aver sottolineato questo…o mi son capito solo io?
Bello l’articolo ed interressanti le tue considerazioni, ma…
[...] un messaggio emozionale che distingue l’arte dalla sola «progettazione» (architettonica per esermpio). [...]
Quindi secondo te la progettazione architettonica non è arte? Sì lo so che non è il tema principale della discussione ma sono rimasto colpito da questa affermazione.
Da sempre l’architettura, al pari di pittura e scultura, è considerata una della “arti maggiori”: e non solo perchè l’architettura comunica ma soprattutto perchè coinvolge l’uomo emozionalmente quando questo si trova a percorre degli spazi!
Che sensazioni si provano in una stanza piccola e buia, con un filo di luce che proviene dall’alto e un soffitto basso? E invece in una grande piazza rinascimentale o in una cattedrale gotica? Non provi sensazioni differenti a seconda degli spazi in cui ti trovi? Pensi che sia un caso oppure che “qualcuno” abbia voluto che tu provassi determinate sensazioni?
Prima di costruire un qualsiasi spazio (che sia una casa o una piaza), l’utilizzo di strumenti, tecniche e capacità artistiche per riuscire a trasmettere le sensazioni che si vogliono sono importanti affinchè si possa verificare costantemente il progetto, influenzare le decisioni di una giuria coinvolta nel giudicare tavole di concorso per una futura realizzazione, convincere una commitenza nell’assegnazione di un incarico…
… e qui ritorniamo all’importanza del messaggio di cui parli.
Scusa la mia forse inutile precisazione ma amo la progettazione archittonica e vedere il suo sviliminto mi dispiace…
Credo che l’achitettura sia come la cucina, c’è un 90% di preconfezionato che non si può definire arte, anche un piatto di pasta al pomodoro è considerato cucina, ma non è certo arte.
Forse Gikkio intendeva quello.
x gikkio: dal tuo discorso ho capito che davi più importanza alle emozioni che alla tecnica, ma cmq era sottinteso che si parla di lavori fuori dal campo hobbistico, dove la tecnica non viene considerata perchè è data per scontata.
Quindi secondo te la progettazione architettonica non è arte?
E’ una progettazione anche artistica per carità, ma è comunque una progettazione atta a creare qualcosa di esteticamente valido e vincolata anche da fini pratici legati all’abitabilità dell’edificio.
Non stò dicendo che l’architettura non è arte anzi, ma è un tipo di arte diversa.
x Anfeo: Rileggendolo cercando questo messaggio in effetti è vero., ma ho messo un accento sbagliato.
Quello che intendevo dire era che una volta aacquisiti i mezzi tecnici necessari forse sarebbe meglio cercare uno sbocco artistico, e anche che spesso chi ha acquisito i mezzi tecnici tende a fare lavori che ESALTANO SOLO QUESTI ma non contengono contenuti artistici rilevanti almeno quanto quelli tecnici.
In breve anche a tecnica acquisita, si tende sempre a dare l’importanza alla rilevanza tecnico/estetica e non a quella “emozionale”.
Dovevo essere più chiaro vedo che un pò tutti hanno percepito lo stesso messaggio ho sbagliato io
Gikkio devo farti i miei complimenti..Mai argomento più giusto in un portale di grafica 3d!!
riassumendo: l’artista per dire qualcosa deve imparare prima a parlare, poi pero’ non deve raccontarti sempre la stessa storia (altrimenti ti addormenti), ma al contrario narrarti sempre di nuovi mondi, dove ti portera’ accompagnandoti per mano come un novello Virgilio. Il linguaggio che utilizzera’ dovra’ essere sempre fresco e “vivace” frutto di una continua sperimentazione, durante la quale dovra mettersi spesso in discussione.
(Pero’ per vivere dovra’ continuare a comporre, 12 ore al giorno, immagini di volantini per supermercati … e ringraziare che ha almeno quello)
Ma che bel articolo e che bei commenti…certo il discorso è molto vasto e con diversi sfaccetature.
Io sono un grafico quindi essere creativo è basilare per il mio lavoro eppure non mi sento per nulla un artista…come è possibile? …il discorso architettonico penso rientri un po’ nel discorso grafico, io un progetto se pur fantasioso non la vedo arte come un marchio ben realizzato e ben strutturato non lo vedo arte…vedo creatività e professionalità…creatività per me è CREARE qualcosa di bello, funzionale e originale seguendo e mantenendo invariati però dei canoni prestabiliti…questo non toglie che ci sono lavori sia grafici che architettonici che arrivano al limite della creatività e rientrano nell’artistico ma può succedere solo se alcuni punti “capitali” vengono omessi per un qualsiasi motivo…a volte un logo brutto e mal strutturato viente esasperato in senso negativo dando un risultato pubblicitario inaspettato per paradosso maggiore di un logo ben realizzato…ma questa è tutto un’altro discorso…ci stiamo addentrando in un discorso parecchio complesso e variegato dove il parere personale rende tutto relativo
Mi ricorda molto questo: http://forums.cgsociety.org/showthread.php?s=&threadid=845135&utm_medium=plugblock&utm_source=cgtalk
Complimenti, bell’articolo, senz’altro molto esauriente sotto molti punti di vista
Si vero come scritto in articolo, sono delle riflessioni tratte proprio da quell’articolo:
quoto da corpo del testo “In un articolo apparso recentemente in rete l’autore cercava di comprendere ed elencare quali sono gli accorgimenti artistico/tecnici”.
Inoltre sotto a fine articolo cito tutte le fonti che ho usato
grazie per i complimenti fanno sempre piacere